Benvenuti!
Le case per vacanze "Le Campacce" si trovano nella zona di produzione del Chianti Putto, pochi chilometri a sud di Firenze, in aperta campagna ma al tempo stesso in posizione ben collegata alla città sia in treno che in auto.
Le Campacce sono un complesso colonico di grande bellezza, recentemente restaurato, situato al centro di una azienza agricola che produce ottimi vini, olio e miele.
Gli appartamenti da 2-3-4 e 6 posti letto sono distribuiti intorno ad una vera piccola piazza italiana pavimentata in cotto. Il complesso è dotato di una bellissima piscina panoramica di 9x18 mt, situata ad 800 mt. di distanza.
Nello spazio un tempo riservato alle stalle, è stata realizzata una grande sala polifunzionale, dove saranno svolti corsi di pittura e di cucina, attività culturali e gastronomiche. La struttura è dotata di parcheggio, lavanderia comune, tavolo da ping pong e spazi a disposizione di ogni alloggio per mangiare all'aperto.
Gli appartamenti, chiamati con il nome delle uve e degli ulivi utilizzati per i prodotti, dispongono di riscaldamento, TV, DVD e sono completi di lenzuola, stoviglie e forno a microonde.
Alle Campacce è possibile trascorrere una vacanza di assoluto relax, frequentare corsi di pittura e cucina, fare delle belle passeggiate attraverso i boschi e le campagne circostanti, visitare i bellissimi borghi e monasteri del Chianti e del Casentino, raggiungere Firenze in circa mezz'ora ed avere lì a disposizione una guida turistica (su prenotazione). Dalle Campacce si può raggiungere Roma in circa due ore di viaggio.
NUOVA PISCINA
LE CAMPACCE -DONNINI-FIRENZE
DAL 10/7/2010
ABBIAMO INAUGURATO UNA NUOVA PISCINA DI FRONTE AL COMPLESSO COLONICO (20 MT 20)
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NUOVA PISCINA
LE CAMPACCE -DONNINI-FIRENZE
DAL 10/7/2010
ABBIAMO INAUGURATO UNA NUOVA PISCINA DI FRONTE AL COMPLESSO COLONICO (20 MT 20)
PRESTO LE NUOVE FOTO
VINUM NOSTRUM ARTE, SCIENZA E MITI DEL VINO NELLE CIVILTÀ DEL MEDITERRANEO ANTICO
Firenze-Museo degli Argenti - Palazzo Pitt
20 luglio 2010 - 15 maggio 2011
Dalla Mesopotamia alla nostra tavola, da rito di comunione a ebbrezza da evitare, da culto da respingere a porta di accesso alla spiritualità, il vino e la vite sono protagonisti della... read more
VINUM NOSTRUM ARTE, SCIENZA E MITI DEL VINO NELLE CIVILTÀ DEL MEDITERRANEO ANTICO
Firenze-Museo degli Argenti - Palazzo Pitt
20 luglio 2010 - 15 maggio 2011
Dalla Mesopotamia alla nostra tavola, da rito di comunione a ebbrezza da evitare, da culto da respingere a porta di accesso alla spiritualità, il vino e la vite sono protagonisti della mostra. Reperti originali, sculture, affreschi e mosaici accompagnati da apparati multimediali e video racconteranno la millenaria storia della vite e del vino e la rilevante influenza esercitata sulla cultura degli antichi. Seguendo un andamento cronologico, la mostra illustrerà l’origine della viticoltura nel Vicino Oriente, la sua piena affermazione con relativi significati simbolici, religiosi e culturali nel mondo ellenico, fino alla produzione e diffusione del vino su ampia scala operata dai Romani. In virtù della felice situazione archeologica delle città vesuviane, sarà illustrato il caso particolare dei vigneti di Pompei, mentre un altro spazio della mostra sarà dedicato allo straordinario contributo fornito da Fenici ed Etruschi, i quali giocarono un ruolo essenziale nella diffusione della coltivazione della vitis vinifera nel Mediterraneo. Accanto ad una riflessione sull’evoluzione delle tecniche di coltura (riproduzione e miglioramento genetico, scasso del terreno, messa a dimora delle piante, cura del vigneto, principi teorici e norme pratiche per potatura e innesto), reperti appositamente selezionati illustreranno anche i valori religiosi e culturali della vite, espressi sin dalle epoche più remote attraverso una vastissima serie di raffigurazioni che raccontano divinità, riti e feste del vino. Preziose sculture e vasi dipinti illustreranno la nascita e la diffusione del culto di Dioniso, capace secondo la tradizione di mutare continuamente forma e sostanza. Eleganti servizi da mensa chiariranno, inoltre, come il consumo del vino abbia rappresentato uno dei momenti più significativi delle forme di convivialità dei gruppi aristocratici, ed una cella vinaria scenograficamente ricostruita grazie ai preziosissimi ritrovamenti pompeiani e alle puntuali descrizioni presenti nella letteratura latina, consentirà di immergersi nella realtà del tempo, aggirandosi tra gli attrezzi per la vigna, le anfore vinarie e i barili in legno, i cesti per la vendemmia, i carri e tutte le attrezzature. Un percorso, quello della mostra, volto, non solo a documentare scientificamente tutto il ciclo del vino dalla vendemmia al consumo, ma a stimolare gusto, olfatto e vista, sensi che mantengono con il vino uno stretto rapporto che affiora a livelli storici e sociali diversi.
CARAVAGGIO E CARAVAGGESCHI A FIRENZE
Firenze-Galleria Palatina di Palazzo Pitti e Galleria degli Uffizi
22 maggio - 10 ottobre 2010
Firenze e il Caravaggio: un’associazione azzardata?
Passò il Caravaggio da Firenze?
Vide, come è stato anche suggerito, i meravigliosi acquerelli botanici di Jacopo Ligozzi... read more
CARAVAGGIO E CARAVAGGESCHI A FIRENZE
Firenze-Galleria Palatina di Palazzo Pitti e Galleria degli Uffizi
22 maggio - 10 ottobre 2010
Firenze e il Caravaggio: un’associazione azzardata?
Passò il Caravaggio da Firenze?
Vide, come è stato anche suggerito, i meravigliosi acquerelli botanici di Jacopo Ligozzi nella raccolta dei Medici?
Certo è che frequentò a Roma il palazzo Firenze, da dove l’ambasciatore cardinal Del Monte intratteneva rapporti col granduca Ferdinando I de’ Medici. Se gli interrogativi restano per ora senza risposta, si sa che già intorno alla fine del Cinquecento giunsero agli Uffizi splendidi dipinti del Caravaggio, il Bacco e la Medusa; e altri (due se non tre) i Granduchi, ne acquisirono nel tempo, rivelandosi precoci e convinti estimatori - soprattutto Cosimo II - del controverso pittore lombardo e dei suoi seguaci e imitatori.
La presenza in città di importanti artisti come Artemisia Gentileschi, Battistello Caracciolo, Theodor Rombouts, i diretti rapporti con artisti come Gerrit Honthorst, Bartolomeo Manfredi e Jusepe Ribera diedero luogo a un’intensa “stagione” caravaggesca che sedimentò un numero straordinario di dipinti alla corte e nella città che ancora oggi vanta, dopo Roma, la più cospicua raccolta di quadri caravaggeschi al mondo. Proprio Gerrit Honthorst (l’Adorazione dei pastori, oggi agli Uffizi, sia pure fortemente danneggiata dalla bomba di via dei Georgofili del 1993), insieme a Cecco del Caravaggio (la Resurrezione di Cristo, Art Institute di Chicago) e allo Spadarino, è il protagonista di un episodio tra i più importanti di ricezione della pittura caravaggesca al di fuori di Roma, ovvero la decorazione della Cappella Guicciardini di Santa Felicita - progettata ma mai completata - della quale si intende offrire per la prima volta una ricostruzione virtuale.
Grazie dunque al cospicuo patrimonio fiorentino di opere del Caravaggio e al nucleo di
pittura caravaggesca e grazie ai numerosi prestiti accordati, due dei massimi musei del Polo Museale Fiorentino, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina, ospiteranno, in occasione delle celebrazioni per il IV centenario della morte del Caravaggio, la mostra Caravaggio e caravaggeschi a Firenze. A quarant’anni dalla pionieristica mostra curata da Evelina Borea, l’evento consentirà di presentare oltre cento quadri, noti e meno noti, alla luce dei dati emersi in seguito a ricerche, documenti e nuove attribuzioni che hanno modificato il panorama critico e l’apprezzamento del pubblico.